Maria Positano
(Londra, 1995)
BIOGRAFIA
MOSTRE
OPERE ESPOSTE
FIERE
RICONOSCIMENTI
Q&A
Corpo, memoria e metamorfosi: Maria Positano dà forma alla fragilità attraverso la scultura.
BIOGRAFIA
Maria Positano è un’artista di origine napoletana che vive e lavora tra Napoli e Londra. La sua esperienza di vita itinerante, trascorsa tra Inghilterra, Stati Uniti, Francia e Italia, alimenta un’identità complessa e fluida che si riflette nella sua pratica artistica. Dopo gli studi alla City and Guilds of London Art School e al Royal College of Art, ha sviluppato un linguaggio che nasce dal dialogo tra culture diverse e dalla continua trasformazione personale.
La sua ricerca artistica si concentra sul corpo come spazio di relazione e vulnerabilità. Attraverso sculture e installazioni realizzate con materiali fragili, di recupero e forme ibride, esplora la pelle come metafora di un’armatura mutevole che protegge, definisce l’identità e si apre al contatto con l’altro. Il suo lavoro intreccia memoria, genere e cultura per creare narrazioni aperte e poetiche che invitano a riflettere sul rapporto tra difesa e apertura, individualità e alterità.
Ha esposto in importanti istituzioni internazionali, tra cui la Saatchi Gallery di Londra. Tra i riconoscimenti più recenti si annoverano il Gilbert Bayes Award della Royal Society of Sculptors (2024) e il South Thames Colleges Group AiR Award (2023).
Principali mostre personali: Tbc, Museo Civico Gaetano Filangieri, Napoli (2026); Not from this place, Nashira Gallery, Milano (2024); A perfect place, Studio Block M74, Mexico City (2022); Take me Somewhere Nice, Lockbund Gallery, Oxfordshire (2020); Making Meaning, Subsidiary Project, Londra (2018).
Principali mostre collettive: SP Arte, San Paolo, Brasile, presentato da Orma Gallery (2026); Made In Vol. 3, Artissima, Lingotto Fiere, Torino (2025); Gilbert Bayes Award, Royal Society of Sculptors, Londra (2025); Il Peso del Vuoto, MARec – Museo dell’Arte Recuperata, San Severino nelle Marche (2024); Studio Responses #4, Saatchi Gallery, Londra, (2023); Matter, Flowers Gallery, Londra (2023); Nascosti alla luce del sole, Nashira Gallery, Milano (2023); Felt cute, might delete later, Arusha Gallery, Londra (2023); Beyond the matter, Galerie Der Kunsler Innen, Monaco di Baviera (2023); Soft Monuments, Frestonian Gallery, Londra; 2for1, Thorp Stavri & Haze x Hyphastudios, Londra (2023); Hung Drawn Quartered, Staffordshire St Studios, Londra (2023); The Appearance Formula, Andrea Festa Fine Art, Roma (2022); La Camaleona, Galeria 54, Mexico City (2022); One By One, Fiumano Clase, Londra (2022); Discoveries 2020 – The Biting Point, Fiumano Clase, Londra (2020).
Statement
La pratica artistica di Maria Positano comprende sculture, installazioni e lavori bidimensionali.
Le sue opere, spesso, hanno origine a partire dall’interesse per le armature greco-romane: con particolare attenzione sulle attuali dinamiche della guerra, l’armatura è vista come il suo prototipo e viene utilizzata dall’artista per soffermarsi sui suoi valori intrinseci.
Storicamente, infatti, l’armatura è stata associata al bellicismo e alla conquista, divenendo simbolo del potere e dell’autorità di chi la possiede. Nel contesto delle dinamiche di genere, questa metafora fa riflettere sul modo in cui le strutture patriarcali perpetuano la violenza e l’asservimento, rafforzando le gerarchie di classe e di privilegio. L’artista ritiene che per sfidare e smantellare l’armatura metaforica sia necessario affrontare i valori impliciti che questo oggetto incarna.
Realizzando armature con polpa di carta, tessuti riciclati e argilla, Maria Positano, dunque, sovverte i concetti di forza e durabilità che ad esse sono tradizionalmente attribuite, trattando poi le loro superfici per far apparire i materiali “invecchiati” e fragili. Invece di fare affidamento sulla resistenza fisica, chi le indossa deve affidarsi a forme alternative di resilienza e adattabilità. Questi ibridi corporei possono essere visti come diverse declinazioni dell’individualità dell’artista.
Con il queering dei materiali Positano reimmagina le connotazioni e gli usi delle armature convenzionali per sfidare le narrazioni, reinterpretando i significati e il simbolismo connessi ai materiali, e creando al contempo seducenti illusioni.
La carta, tipicamente collegata alla fragilità e alla temporalità, si trasforma in un tipo di protezione, invitando a rivalutare ciò che costituisce forza e resilienza, sfidando le nozioni binarie di vulnerabilità e invulnerabilità. Queste “armature rovesciate” si delineano come corpi antropomorfi spesso ambigui dal punto di vista del genere: seni e gambe diventano protezione e copertura, andando a trasformare l’anatomia stessa del corpo.
L’artista vede questa ricerca come un’esplorazione metaforica dell’autenticità, della vulnerabilità e della resistenza, che invita gli individui ad affermare la propria identità e a reclamare la propria narrativa nel mondo.
Maria Positano lavora sul senso di umanità nell’opera, con l’obiettivo di far vivere allo spettatore le sculture attraverso la propria immagine corporea, spesso incoraggiata dalla riproduzione in scala delle dimensioni del corpo stesso.
